Tasso di conversione eCommerce:

20 consigli utili

da  | 13 Giugno, 2023 | Aziende

Tasso di conversione ecommerce: 20 consigli utili

La metrica che più di tutte fa diventare matti proprietari ed eCommerce manager è sicuramente il tasso di conversione, il perché è piuttosto semplice da intuire: più conversioni uguale più acquisti, più acquisiti si traducono in aumento di fatturato.

Conversion funnel

Tipicamente, per delineare il percorso degli utenti fino all’acquisto si fa riferimento a un conversion funnel come quello che vediamo qui sopra. In questo articolo proveremo a dare dei suggerimenti da adottare per aumentare il tasso di conversione in ogni fase del così detto “imbuto”, più un bonus (alla fine) per aiutare a comprendere in quale step concentrare i maggiori sforzi.

View content (Pagine prodotto)

  • Stile pulsanti: Oltre al classico contrasto visivo, elementi che aumentano le conversioni possono essere frecce che inducono movimento e delle immagini che puntano verso il nostro bottone, letteralmente indicando all’utente dov’è che deve prestare attenzione.
  • Ripetizione Call to Action: Quando abbiamo individuato una CTA vincente è meglio continuare a mantenere coerenza ed usare sempre quella. Ci saranno persone interessate che comunque non si sentono sicure a cliccare subito, ma potrebbero essere più propense dopo due o tre scroll della pagina, cambiare CTA può provocare disorientamento.
  • Parlare in prima persona: Molti studi dimostrano come usare la prima persona sia molto efficace, quindi invece di scrivere “Qui la tua guida gratuita” proviamo con “Qui la mia guida gratuita”. Sembra poco ma basta fare un semplice A/B test per rendersi conto del risultato.
  • Free trial: Se il modello di business prevede una prova gratuita, non richiedere la carta di credito aumenta naturalmente le conversioni, ma ci sono casi in cui inserire una prima barriera può portare ad acquisti più consapevoli e ripetitivi. Adattiamolo al nostro business, se siamo un brand nuovo usiamolo per generare più fiducia, viceversa se abbiamo uno storico importante possiamo permetterci qualche “pain point” in più.
  • Video nelle schede prodotto: Creare dei video di impatto per presentare i nostri prodotti aumenta il tempo di permanenza sul sito e, di norma, più tempo si trascorre in una pagina più si è interessati ad acquistare.
  • Auto-completamento nelle ricerche: Avendo come standard ricerca Google, non siamo più abituati a ricercare parole “intere”, quindi non avere una barra di ricerca performante può portare ad una perdita importante di traffico.
  • Banner per i benefit: Inserire sempre (preferibilmente sopra il menù principale) un banner con delle informazioni utili sui benefit che offriamo ai clienti, tipo sconti e promozioni, spedizione gratuita, consegna in 24 ore ecc.

 

Add to cart (Aggiunta la carrello)

  • Scelta sul reindirizzamento al carrello: Quando qualcuno aggiunge un prodotto al carrello, non è detto che abbia bisogno solo di quello. Aggiungere due opzioni, “vai al carrello” o “continua con gli acquisti”, è molto apprezzato e fa schizzare il valore di ordine medio.
  • Salvataggio carrello: Può capitare che un utente distratto lasci uno o più prodotti nel carrello ed esca dal sito senza aver completato nessun acquisto. Per evitare questo inconveniente cerchiamo di tenere salvati i contenuti per le eventuali visite successive.
  • Data esatta delle consegne: Se non abbiamo una logistica consolidata, meglio non introdurre questo suggerimento, ma se conosciamo con certezza i tempi di consegna è molto meglio presentarsi con un “consegna prevista: domani” piuttosto che tra 1/3 giorni.
  • Specificare limiti di tempo o di quantità: Non c’è neanche bisogno più di spiegare perché la scarsità e l’urgenza siano delle leve fondamentali da utilizzare, offerte che scadono tra tre giorni e “solo due pezzi rimasti” sono degli evergreen che probabilmente non perderanno mai il loro effetto.
  • Prodotti principali centralizzati: Soprattutto quando ci sono poche scelte, gli oggetti posizionati al centro catalizzano l’attenzione, per una questione di stimoli visivi siamo molto più invogliati a cliccare su un prodotto centrale piuttosto che uno esterno. Meglio ancora se questo è segnato come opzione di default o come più popolare.

 

Checkout

  • Tecniche per la spedizione: ne parliamo in questo articolo.
  • Progress bar: Facciamo sempre vedere all’utente in che punto si trova e quanti step mancano a completare l’operazione, un po’ di gamification non guasta mai.
  • Acquisti come ospite: Meglio concedere un’opzione di acquisto senza registrazione, una volta conclusa la vendita c’è ancora molto spazio per tentare di recuperare i dati di contatto e sfruttarli successivamente.
  • Metodi di pagamento: Prevederne quanti più possibile, soprattutto quelli più rapidi, come Paypal, Google Pay ed Apple Pay, e quelli che permettono la rateizzazione dell’importo, tipo Klarna o Scalapay.
  • Prelazione sui prodotti Sold out: Anche questi sono un’occasione per generare contatti, possiamo richiedere l’email in cambio di un avviso non appena il prodotto ritorna disponibile sul nostro store.
  • Badge per i pagamenti sicuri: Se siamo poco conosciuti sul mercato, uno dei problemi più grandi sarà quello di ispirare fiducia. Come possiamo risolverlo? Fornendo quante più rassicurazioni possibili, quindi dei badge per le transazioni verificate, le politiche su garanzie e resi, recensioni su siti esterni come trustpilot.
  • Informazioni richieste nel form di contatto: Richiedere sempre e solo il necessario. Se necessitiamo di tante info, utilizziamo i form multi-step. Inoltre è fondamentale ottimizzare la compilazione tramite placeholder e suggerimenti sugli errori commessi.
  • Attenzione ai codici sconto: Se il possibile cliente deve uscire dalla pagina per recuperare il suo coupon c’è un’alta possibilità che si perda per strada, cerchiamo di non farlo uscire mai dal sito, magari generando un link che inserisca automaticamente il codice in fase di checkout.

N.B.

Per la fase di post acquisto rimandiamo ad un altro articolo precedente per quanto riguarda la thank you page (leggi qui) e consigliamo di lavorare molto con l’email-marketing, che è uno dei canali che converte di più per tutti i tipi di eCommerce.

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