Tik Tok e reel:

come creare uno script efficace

da  | Mar 19, 2024 | Guide

Tik Tok e Reel: Come scrivere uno script efficace

Prima di iniziare ufficialmente, siccome abbiamo due piattaforme comunque molto diverse, è bene fare un piccolo distinguo.

Vediamo le differenze principali, così da avere un quadro più chiaro:

Video Tik Tok vs. Reel Instagram

script tik tok e reels

📹 Durata

Tik Tok sta andando molto di più nella direzione di Youtube, tentando di privilegiare i video lunghi (fino a 30 minuti), anche con la visuale a schermo intero.

Instagram invece fa questa cosa un po’ strana: impone un limite di 3 minuti ai reel, ma è possibile caricare i video di qualsiasi lunghezza come post, che poi vengono trasformati automaticamente in reel.

 

✨ Qualità

In generale Instagram è un social molto più “aesthetic”, dove si bada molto alla forma e alla qualità dei video.

Su Tik Tok rimane ancora quella “genuinità” che ha fatto diventare famose molte persone “normali” (cosa che probabilmente sarebbe stata impossibile su IG).

 

🙋 Pubblico

Sicuramente il pubblico è più eterogeneo per quanto riguarda i reels, è possibile parlare a tutte le fasce di pubblico senza grossi problemi.

Su Tik Tok l’uso da parte delle persone oltre i 40 anni è comunque in continuo aumento. La differenza rimane alta sul pubblico molto giovane, che, secondo i dati, usa molto di più Tik Tok rispetto a Instagram.

 

👻 Viralità

TikTok ha un algoritmo di raccomandazione molto più potente, basato su interessi e interazioni. Sappiamo ormai che è possibile ottenere un numero spropositato di visualizzazioni anche con pochi follower (anche se, in futuro, la cosa dovrebbe andare naturalmente ad appiattirsi).

Su Instagram è molto più difficile far andare “virale” un reel, anche i trend sono sempre un po’ in ritardo ad arrivare sulla piattaforma.

 

🤬 Hate speech

Per quello che abbiamo potuto constatare, l’hate speech è fortissimo in entrambe le piattaforme.

In media però, su Tik Tok è maggiore la quantità di commenti offensivi, senza un reale controllo da parte della piattaforma (a parte l’eliminazione automatica di alcuni commenti).

 

🔧 Funzionalità

Sulle funzionalità per noi vince TikTok 10-0.

C’è una più ampia varietà di effetti, filtri e strumenti di editing, la possibilità di creare video in diretta (anche per il live shopping). I duetti vanno alla grande e sull’analisi degli insight non c’è il minimo paragone.

L’unico vantaggio che vedo al momento per Instagram è la facilità di condivisione all’interno della piattaforma stessa, ad esempio tramite le storie (formato su cui Tik Tok ha fallito).

 

1. Il gancio

Il gancio

Per chi non lo sapesse, si definisce gancio l’elemento introduttivo (può essere visivo o, nel caso dei video, parlato) che nei primi 2-3 secondi ha il compito di catturare l’attenzione e incoraggiare gli utenti a continuare la visione.

Gancio = Aggianciare le persone al contenuto

È in quegli istanti che l’utente sceglie se continuare a guardare o skippare (per questo è così importante). Prima di darti qualche nozione più pratica, è giusto citare quelli che per noi, a livello strategico, sono i punti fermi su cui costruiamo tutti i nostri ganci:

  • Non devi mai creare un “titolo” come fosse un paper accademico. Il gancio non è un titolo e non dovrebbe in nessun modo anticiparti quello che troverai all’interno. Deve, al contrario, suscitare curiosità e voglia di scoperta.

  • Non deve essere troppo lungo. Bisogna evitare il “ciao, sono XY e parlo di blablabla”; prima aggiancare, poi al massimo presentarsi, a meno che non ti chiami Francesco Oggiano.

  • Il gancio andrebbe accompagnato sempre con almeno una piccola transizione, perché è necessario stimolare più sensi contemporaneamente. Ad esempio, se insieme al gancio parlato inserisci anche una transizione visiva, avrai stimolato sia occhi che orecchie, cosa non da poco. 

 

Poi il contenuto farà il resto.

In questa fase il focus deve essere solo ed esclusivamente sul catturate l’attenzione, naturalmente senza prendere in giro gli utenti e senza ricorrere a mezzi proibiti dalle linee guida delle piattaforme.

Quali sono i pattern che si ripetono e portano al successo di un gancio 👇🏻

Dipende sempre dal settore, però ci sono degli elementi che di solito funzionano meglio (almeno sui nostri contenuti):

 

  • Domanda provocatoria, mirata a evidenziare un problema, un nervo scoperto. Una domanda che sfida le convinzioni comuni o suscita interesse. Esempio: “Non sai che nome dare al tuo brand?” “Hai pensato di chiudere i tuoi social?”
  • Mistero, suspense. Creare un senso di intrigo è molto efficace per spingere gli spettatori a conoscere cosa succederà successivamente. Ad esempio: “Un passato dimenticato” – “Quando è stata fatta la prima recensione?” – “Google l’ha fatta grossa”
  • Richiamare il contrasto. Creare una “sfida” sorprendente tra due concetti, brand o situazioni in cui si trova l’audience. Esempio: “Apple Vs Facebook”, “Dallo scantinato di casa alla conquista dell’Europa”.
  • Sfruttare il potere dei numeri. Presentare una statistica, un dato sorprendente oppure un elenco numerato. Ad esempio: “4 keywords canva che sicuramente non conoscevi” – “I 5 libri di Neuromarketing di cui non puoi fare a meno” – “Solo il 2% degli imprenditori converte veramente grazie ai social”.
  • Storia personale. Condividere una breve storia personale o una testimonianza può creare un legame emotivo con l’audience e attirare quindi l’attenzione. Esempio: “Come ho combattuto contro la mia paura del video”.
  • FlashForward: Offrire un’anteprima tramite uno spezzone del video (spesso il finale), senza però spoilerarne il contenuto. Questa tecnica è molto utilizzata ed è utilissima per incuriosire gli spettatori, perché fa intravedere il “risultato”, ma non come ci si è arrivati. 

Non abbiamo messo dei link sui nostri contenuti perché sarebbero troppi e avrebbero disturbato la lettura.

Magari può essere un bell’esercizio andare a rivedere i tuoi contenuti che hanno avuto i risultati migliori (se ne hai, altrimenti puoi andare anche sul nostro profilo) e analizzare i pattern ripetitivi, siamo sicuri troverai qualcosa che non ti aspettavi.

 

2. Il corpo dello script

Lo script<br />

Dopo aver attirato il maggior numero di utenti possibile attraverso un gancio ben congeniato, ora è il momento di dargli il vero valore.

Per “corpo” si intende tutta quella parte di testo o immagini che sta tra il gancio e la CTA.

La parte dove, chi ti ha dato fiducia ed è rimasto attaccato al video, ha bisogno di conoscere il resto e si aspetta il massimo da te.

Premessa

È impensabile trasportare anche solo la metà degli utenti fino alla fine del video, c’è sempre un calo drastico dopo i primissimi secondi, quindi non serve porsi degli obiettivi assurdi. La chiave è sempre l’equilibrio.

 

Ecco i consigli generali per lo script:

 

  • Butta giù tutto quello che ti viene in mente. Nessuno riesce ad avere uno script perfetto fin dalla prima stesura, quindi cerca sempre di scrivere delle bozze lunghe. Non preoccuparti se ti fanno pena, sarà sempre più facile togliere qualcosa e perfezionare rispetto a non sapere proprio cosa scrivere.
  • Appuntati anche le transizioni, le immagini e tutto quello che vuoi inserire in fase di editing. Ti aiuterà a pensare attivamente a come verrà il contenuto finito, eliminando da subito i “momenti morti”.
  • Dopo aver revisionato la bozza, allenati nella lettura. Questo ha una doppia valenza, perché ti permette da una parte di avere maggior controllo sui refusi, dall’altra di esercitarti ed andare sul sicuro in fase di registrazione.
  • Pianifica il flusso narrativo. Non c’è una struttura che funziona sempre bene, alcuni ti diranno di usare tecniche di storytelling, chi il modello AIDA, chi di andare a braccio per sembrare naturale. Io invece ti dico di iniziare con un misto: definisci bene la struttura avendo sempre in mente il target di riferimento e le modalità per coinvolgerlo, senza però farti condizionare troppo dai soliti dogmi. Sperimentando capirai sempre meglio come creare una struttura e un format tuo (che poi è la cosa fondamentale!).

 

Come puoi immaginare, standardizzare la parte dello script sarebbe impossibile, perché si compone di troppe variabili.

Quello che puoi fare è destreggiarti bene a livello strategico (per questo ti ho lasciato dei consigli generali), testare e poi misurare quello che funziona meglio, in modo da ripeterlo con costanza.

Ma come fare a misurare se lo script è fatto bene?

Sapendo leggere i dati di insight!

Come già anticipato, sotto questo aspetto Tik Tok è molto più utile di Instagram.

 

Watch-time-Instagram

L’unica metrica che viene (per ora) misurata su entrambi è il tempo medio di visione. Più quello è alto e si avvicina alla durata totale del video, più si può considerare un ottimo lavoro.

Solo su Tik Tok invece, ci sono le due metriche principe:

 

  • Percentuale di persone che guardano il video completo (il caso in foto è quasi un miracolo, non prenderlo troppo a esempio)

 

Watch-Time-tik-tok

 

    • Tasso di conservazione, cioè la percentuale di utenti che stanno guardando il video per ogni determinato momento. Puoi visualizzarla secondo un grafico come questo qui sotto (molto utile per capire dove avviene la “perdita maggiore”), oppure c’è l’opportunità di vederlo in tempo reale proprio mentre scorre il video.

     

     

    Tasso di conservazione Tik-Tok
    Tasso di conservazione video brevi

     

    In ultimo, ci tenevamo a citarti due tipologie di tool online che possono esserti utili per la fase di scrittura video, ovvero:

      ⌚Misuratori del tempo di lettura, in modo da farti un’idea in anticipo sulla durata del video e fare gli aggiustamenti necessari. Io uso Words to Time, ma ce ne sono tantissimi gratuiti.

      📺 Teleprompter (proprio come quello della TV) per fare le prove generali e, se non hai ancora acquisito la giusta sicurazza, leggere quello che devi dire durante il video. In questo caso c’è proprio l’app che si chiama Teleprompter per video.

       

       

      3. La CTA

      La call to action

      Disclaimer: CTA è l’acronimo di Call To Action (o chiamata all’azione in italiano, anche se suona un po’ male). 

      A cosa serve?

      Per invitare chi ha consumato il contenuto a intraprendere un’azione specifica e “convertire”, facendoti raggiungere l’obiettivo prefissato.

      N.B.

      Non è un ordine che dai agli utenti, ma più una guida, uno stimolo a fare qualcosa che forse non gli viene del tutto naturale.

      Viene spesso data come scontata, ma ti assicuro che non lo è per niente. 

      Ecco qualche consiglio utile per scrivere una CTA efficace:

       

      • Ragiona in base all’obiettivo. In relazione alla tipologia di contenuto, fin dallo script devi avere in mente cosa vuoi che le persone facciano. Vuoi che si iscrivano alla tua newsletter? Mandali sul link in bio. Vuoi accrescere la tua audience? Invitali a seguirti. Se non ce l’hai in mente neanche tu, non puoi pensare che lo immagino gli altri.

      • Non chiedere troppo, soprattutto quando sei agli inizi. Questo è forse l’errore principale che si commette quando si è ancora inesperti. “Se ti è piaciuto metti like, commenta, salva per rivederlo e poi vai sul link in bio per richiedere una consulenza gratuita”. Non può permetterselo neanche chi ha una community importante alle spalle. Meglio raggiungere un singolo obiettivo (massimo due), piuttosto che nessuno.

      • Non dilungarti. La CTA deve essere chiara e diretta, io che guardo il tuo video devo essere perfettamente in grado di comprendere cosa mi stai chiedendo senza perdere l’attenzione.

      • Formulala in base al tuo engagement medio. Nella maggior parte dei casi è sempre meglio andare sul semplice, altrimenti rischi di rimanere solo tu a interagire. Ad esempio, se vedi che il pubblico non risponde bene in un periodo, non accanirti sulle azioni che richiedono maggiore sforzo (come commenti e condivisioni).

      • Quando è possibile, sfrutta il senso di urgenza, di sfida e di provocazione, senza esagerare. Non deve sembrare una cosa troppo finta e forzata.

      • Dagli un motivo. L’invito all’azione non deve rimanere fine a se stesso, fai capire agli utenti perché quell’azione è importante.

      • Analizza le CTA dei profili che segui. Prova sempre a capire da chi è più bravo di te anche solo le differenze di formulazione di una domanda, è importantissimo.

       

      E se non voglio proprio metterla su ogni contenuto?

      Capita spesso anche a me di chiedermelo, a volte mi sembra così implicita che sono tentato di non mettere la CTA.

      Se il contenuto è veramente fatto bene, l’interazione in qualche modo verrà naturale, però, come ti ho detto anche all’inizio, mai dare nulla per scontato.

      Se ragioniamo in termini statistici, funzionano sempre meglio i contenuti con un invito all’azione.

       

      Va “posizionata” sempre negli ultimi secondi?

      Di solito è meglio metterla alla fine, perché coincide con il momento in cui l’utente ha consumato per intero il contenuto (e di conseguenza è più propenso ad agire).

      Tuttavia, se vuoi provare a raggiungere più di un obiettivo, puoi testare una CTA “intermedia”. 

      Ad esempio, chiedere inizialmente di seguirti e poi alla fine stimolare i commenti.

      Ovviamente solo testando le varie possibilità avrai la risposta migliore.

       

      Come si misura l’efficacia della CTA?

      Molto semplice, misurandola in base all’obiettivo.

      È importante qui fare una precisazione: spesso mi capita di sentire persone che, soprattutto sui contenuti di vendita, si lamentano del contenuto andato male perché ha ricevuto poche interazioni.

      Peccato che in quel caso le interazioni come like e commenti non siano indicatori esatti della “riuscita”.

      Quindi, se hai l’obiettivo di portare le persone sul sito e i click sul link in bio sono anche superiori ai like, hai fatto un buon lavoro.

      Poi magari la copertura sarà più bassa, ma visto in termini relativi il contenuto avrà performato molto bene.

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